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News "Difesa del Popolo"

Chiesa

Il vescovo Claudio in dialogo con Noi Padova: tre domande, e tre risposte per il futuro

Tre domande del presidente di Noi Padova Fabio Brocca. Altrettante risposte del vescovo Claudio, che così, partendo dalla sua esperienza nella chiesa mantovana, al termine dell’assemblea autunnale dei circoli Noi, ha avuto modo di offrire la sua visione sul ruolo che i patronati saranno chiamati a ricoprire nei prossimi anni.

Può raccontarci la sua esperienza di oratorio a Mantova?

«La mia parrocchia, vicina alla città, era un territorio di sinistra – ha raccontato il vescovo – i rapporti con il comune non erano facili, perché si è passati da una grande identificazione tra la parrocchia e il comune a una separazione netta. Per noi lavorare voleva dire lavorare da soli, anzi: se noi facevamo l’oratorio loro costruivano il centro di aggregazione giovanile».
Nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova, a Mantova, dove il vescovo Claudio è stato parroco per 17 anni, un patronato – o meglio oratorio, come lo chiamano da quelle parti – non c’era. «Il sabato c’erano gli incontri per i ragazzi. Facevamo in tre turni e usavamo pure la canonica perché lo spazio non c’era».

Ma l’assenza o la presenza di mezzi non è stato il punto focale del ragionamento del vescovo: «Il problema non sono gli strumenti giuridici, le strutture o le proposte, ma chi sono e cosa pensano le persone che si assumono servizi e responsabilità. Per questo, nella mia parrocchia, l'obiettivo che avevo era costruire una comunità di cristiani, e tutto quello che girava attorno alla parrocchia doveva essere funzionale alla costruzione di questa comunità».

Il vescovo ha parlato della sua sagra: «La facevamo anche da noi, ma raramente ci abbiamo guadagnato qualcosa: organizzavamo la sagra per aprire le porte a persone che di solito non partecipavano alla vita parrocchiale».

La prospettiva di un calo numerico dei preti e la sfida dei prossimi 20 anni per la chiesa di Padova pone delle riflessioni
«È un momento difficile, ma bello, di trasformazione. In futuro, i vostri figli avranno un’educazione cristiana non se ci sono i preti, ma se ci siete voi, se ci sono le comunità; magari piccole, ma comunque comunità, capaci di dare testimonianza. Per questo, i corsi per fidanzati, lo sport, il catechismo, la sagra non valgono nulla da soli. Sono in grado di educare una comunità vera? Allora va bene tutto». Ma Padova è diversa da Mantova: «Se abbiamo ancora le risorse, le strutture e le buone tradizioni, possiamo metterci in movimento giocando d’anticipo».

Cosa può offrire l’associazione Noi per la vita dei centri parrocchiali?

Nella visione del vescovo Claudio, il Noi è chiamato a essere utile facendosi piccolo. «Certo, c’è bisogno di trasparenza, di legalità, di correttezza dal punto di vista fiscale, ma è fondamentale che anche i circoli Noi si pongano a servizio della vita della comunità. Non è l’associazione, dunque, che deve crescere, ma la comunità».
Il vescovo parla del Noi come di un’importante associazione “strumentale”: «Deve mantenersi dentro una certa “piccolezza”, sviluppando la convinzione interiore di essere a servizio della comunità e non una sua “concorrente”. Se ci collochiamo in quest’ottica, per cui essere associati favorisce il nostro servizio, la vita comunitaria e il raggiungimento degli obiettivi va bene, ma bisogna verificare continuamente il tipo di comunione che unisce il consiglio pastorale al circolo Noi».

Come l’oratorio può diventare una buona opportunità per i giovani?

Nell’anno dell’indizione da parte del vescovo Claudio di un sinodo per i giovani, sono loro, anche per il Noi, l’obiettivo principale. Rispondendo a questa domanda, il vescovo ritorna alla sua esperienza:

«Per il catechismo dei bambini, chiedevo ai genitori se erano d’accordo di farlo direttamente nelle case, in gruppetti di 5 o 6 bambini, con due catechiste. Lo facevamo perché il catechismo non ricordasse il modello scolastico, con una classe, i banchi, la maestra, ma un momento familiare. Chiedevo però che ci fosse anche una presenza in parrocchia, perché i ragazzi si affezionano anche ai muri, a uno spazio che la comunità degli adulti mette loro a disposizione».

Ma i muri non bastano: «I ragazzi non si affezionano solo ai muri, ma anche agli adulti. Nella mia parrocchia c’era un volontario di nome Giancarlo, che faceva ogni sorta di lavoro per la comunità. Più di un ragazzo mi diceva che, da grande, voleva essere come lui. I ragazzi devono vedere che ci sono anche gli adulti: questo diventa educativo. Contro l’individualismo di oggi, che ci invita ad andare per conto nostro, ad arrangiarci, lo spazio comunitario dove la comunità si trova è uno spazio profetico».
E nelle trasformazioni che attendono la chiesa padovana c’è tantissimo spazio per questa profezia: «Prima si riceveva un’educazione cristiana in casa. In parrocchia si andava per prendere solo ciò di cui c’era bisogno. Oggi, invece, le famiglie sono in difficoltà, e abbiamo bisogno che le famiglie si aiutino tra loro: questo è lo spazio per i patronati».

A Grumolo Pedemonte e Zugliano si impara col service learning

Si chiama service learning ed è un approccio metodologico utilizzato nelle scuole parrocchiali dell'infanzia di Grumolo Pedemonte e di Zugliano, che verrà anche presentato all'università di Verona come esempio di buone prassi da seguire.
Un approccio che integra la proposta educativa della scuola e viene applicato per tutto l'anno di attività. Un modo nuovo di fare e pensare la scuola, nei contenuti, ma anche nei metodi. Sono i bambini i protagonisti: individuano il problema da risolvere e insieme alle insegnanti cercano la soluzione e la mettono in atto in collaborazione con realtà esterne. È un portare all'esterno la scuola e contemporaneamente accogliere l'esterno all'interno.

Ma quali sono i problemi individuati dai bambini?
Si parte dalla realtà, dal vissuto, da quello che percepiscono i bambini stessi: un parco giochi devastato, il modo di cenare diverso nelle famiglie, la presenza di tanti maschi rispetto alle bambine a scuola. È proprio da qui che sono partite le due scuole: «Andando in passeggiata con i bimbi – racconta Serena Bianchetto, coordinatrice e insegnante alla scuola Sacro Cuore di Zugliano – abbiamo notato che il parco giochi comunale non era ben curato. Si è deciso quindi di trovare una soluzione: abbiamo scritto delle nuove regole in rima, abbiamo incontrato il sindaco e poi in una cerimonia ufficiale apposto le regole. Infine abbiamo dato anche un nome all'area, parco dei diritti dei bambini, e questo ci ha dato lo spunto per individuare il tema di quest'anno: i diritti dei bambini».

All'estero il service learning è una pratica molto diffusa, qui in Italia invece è adottata da poco e soprattutto nelle scuole di secondo grado.
Attraverso questo approccio i bambini diventano educatori degli adulti e si fanno mediatori di messaggi di cittadinanza attiva verso l'esterno.
E questo è quanto hanno riscontrato anche le insegnanti delle due scuole parrocchiali: c'è un maggior rispetto delle regole, si crea rete con altre realtà del territorio e si cala la scuola all'interno di un contesto più ampio, quello della comunità. «Nel nostro caso – interviene Martina Garzotto, coordinatrice e insegnante della scuola Maria Immacolata di Grumolo Pedemonte – quest'anno siamo partiti da una problematica molto semplice vissuta all'interno della scuola: abbiamo più bambini che bambine. Su 88 iscritti ben 56 sono maschi. Come attirare la loro attenzione? Che proposta accattivante proporre? Abbiamo pensato al sistema solare e quindi la programmazione seguirà il tema “Con il naso all'insù”. Conosceremo la scienza attraverso dei giochi e con l'aiuto di esperti capiremo la realtà che ci circonda. Faremo vedere che i pianeti e le stelle non sono poi così lontani e la scienza stessa non è qualcosa di noioso. Prima però partiremo dal “pianeta Io”: chi sono, da dove vengo, cosa vorrei fare? Già l'anno scorso, lavorando sul cibo e l'alimentazione, ci siamo resi conto che questo approccio porta un contributo migliorativo nei bambini: con l'alimentazione hanno capito che mangiare insieme vuol dire condividere un pasto, ma anche un tempo. Quest'anno invece dovrebbero vedere la scienza come qualcosa di piacevole che può aiutarli ad osservare e comprendere il mondo attorno».

Il service learning necessita di una piena collaborazione con realtà esterne: dai nonni del paese che raccontano com'era la famiglia e come si cucinava, agli esperti delle stelle o i tecnici del comune.

«Compito della scuola dell'infanzia – conclude la coordinatrice di Grumolo Pedemonte – è aiutare il bambino a raggiungere la piena realizzazione personale. Individuare un problema reale e trovare una soluzione li può aiutare a diventare cittadini attivi e partecipi, che sappiano convivere in una società civile e rispettare quel primo e più prezioso bene comune, che è il creato».

Il vescovo alla Madonna dei Noli: "Impariamo da Maria a dire il bene. Che le nostre parole non offendano mai nessuno"

Maria, l’Immacolata, ci convoca anche quest’anno ai suoi piedi, accomunati dal desiderio di renderle omaggio, quale protettrice dei tassisti, e di tutti coloro che svolgono servizi di pubblica utilità nella nostra città.
La nostra devozione e la nostra fede in Maria, ci danno l’occasione per radunare qui la città e per riconoscerle un volto misericordioso: un volto che comprende istituzioni, organizzazioni, associazioni, persone, che si adoperano per gli altri. Saluto tutti con gratitudine (in particolare il Commissario dott. Michele Penta), assicurando la costante preghiera della nostra Chiesa per il bene di questa nostra città.

Oltre a chi è oggi presente per questa circostanza, il mio pensiero va a tutte le altre realtà che, silenziosamente, ogni giorno, vivono le opere di misericordia corporale e spirituale verso coloro che si trovano nel bisogno.

C’è un valore immenso di pensieri, azioni, risorse, gesti, sguardi, che si muove nella città, e che forse fa fatica ad entrare nelle statistiche economiche e nelle considerazioni politiche. Penso ad esempio alle quasi 2000 associazioni di volontariato operanti in città. Dobbiamo raccontare questo bene, dobbiamo dire che questa città è una città solidale, che molta parte della sua ricchezza, anche materiale, proviene dall’azione silenziosa di tante persone che vivono la carità.
Percepire i sussurri è vera arte di chi è chiamato ad ascoltare. I sussurri sono quelli dei deboli e dei fragili; si tratta di sussurri tra loro diversi, ma sono espressione di chi non ha più energia e si trova allo stremo delle forze. Quanti ministri di carità e di prossimità; quanti volontari, uomini e donne di buona volontà, stanno facendo tanto bene, raccolgono i sussurri dei sofferenti che altrimenti restano inascoltati.
Raccontare il bene che questa città già sta vivendo: forse è proprio ciò che oggi un po’ ci manca.

Su questo vorrei condividere con tutti voi e con la città un pensiero.
Maria, cui oggi rendiamo omaggio, ha saputo dire il bene. Pensiamo al suo atteggiamento di fronte agli eventi che capitavano: ella ha avuto uno sguardo capace di cogliere il bene; ha saputo fare silenzio per custodirlo e meditarlo nel cuore; e quando ha parlato ha usato parole di lode e benedizione – pensiamo al Magnificat: un canto al bene compiuto da Dio nella storia degli uomini! Maria ha benedetto Dio! Cioè ha parlato bene di Lui e di come si è manifestato nella vita sua e del popolo di cui faceva parte.

Maria ci consegna un modo di raccontare e di parlare della storia e degli avvenimenti: parole misurate; parole di benedizione; parole grate e riconoscenti; parole veritiere; parole rispettose mai esagerate e violente.

La costruzione di una comunità pacificata parte anche da qui: dall’uso che facciamo delle parole!
Da come raccontiamo ciò che accade; da come esprimiamo la nostra diversità di idee politiche; dal credito che diamo alle parole degli altri; dai metodi che usiamo per convincere l’altro delle nostre ragioni; da come cerchiamo il consenso; da quanto le nostre parole sono capaci di esaltare sempre la dignità di ogni persona, e di non offendere, non umiliare, non generalizzare, non giudicare, non discriminare.

Noi oggi siamo qui a benedire Dio come città, e a benedire la città a nome di Dio, a “dire il bene” della nostra città portando volume e visibilità a ciò di cui Padova è capace.
La benedizione e la protezione di Maria sul nostro lavoro e sul nostro impegno civile è il contesto per chiedere a Maria di ispirare anche lo stile delle nostre parole, di quelle private e di quelle pubbliche, di quelle dei discorsi tra amici e di quelle dei discorsi politici, di quelle che vogliono convincere e di quelle che vogliono discernere; di quelle che vogliono raccontare il bene fatto e di quelle che vogliono denunciare i mali che ostacolano il bene comune.

Ne diremo tante di parole pubbliche e private sulla nostra città nei mesi che verranno… Che nessuno possa mai sentirsi offeso, o scandalizzato, o umiliato, o stigmatizzato, o odiato, dalle nostre parole.
Con questo augurio che diventa preghiera auguro a ciascuno di voi e alla città di essere accompagnati da Maria ad accogliere nella nostra attuale storia cittadina il RE della PACE.

Il vescovo Claudio

Un nuovo centro parrocchiale per Taggì di Sotto

Viene inaugurato domenica 11 dicembre il nuovo centro parrocchiale di Taggì di Sotto
Dopo la celebrazione eucaristica delle ore 10.30, alle 11.30 la cerimonia di taglio del nastro e poi un buffet di condivisione con tutta la comunità.
I lavori sono iniziati due anni fa, grazie a un contributo di 150 mila euro della fondazione Cassa di risparmio, rispondendo a una richiesta di spazi più adeguati che la comunità aveva formulato da diverso tempo. La parrocchia di san Nicola infatti, non aveva una struttura adatta ad ospitare le varie attività e iniziative:

«La comunità è molto viva – spiega il parroco don Paolo Pegoraro – e inoltre è un territorio in espansione, con nuove famiglie. Era quindi necessario avere un centro parrocchiale nuovo. La struttura è molto semplice, abbiamo infatti pensato di fare un ampliamento della scuola dell'infanzia così se in futuro la scuola dovesse espandersi e il centro parrocchiale venisse usato meno, o viceversa, gli spazi potranno essere rimodulati facilmente».

Un grande salone con il bar e i giochi per i giovani (calcetto, ping pong) al piano terra, una sala polivalente da usare anche per proiezioni al piano superiore, in più l'appartamento che ospitava le suore e che è stato trasformato in una saletta per gli animatori.
Poi ci sono altre due stanze didattiche medio grandi per gli incontri e i corsi già avviati di chitarra, pianoforte, inglese. Questa è la struttura pensata dallo studio dell'architetto Claudio Seno.

«Abbiamo lavorato molto – continua il parroco – anche sull'impatto ambientale. Ci sono 84 pannelli fotovoltaici che alimentano il centro. Pompe di calore, ricircolo dell'aria in modo che quella viziata esca ed entri quella esterna con una dispersione di un solo grado nell'arco di una giornata. Un'attenzione e un rispetto al creato, che è dono di Dio, ma anche allo spreco economico ed energetico».

Alla realizzazione dei lavori ha collaborato e sta collaborando tutta la parrocchia, in maniera volontaria, mettendo a disposizione sia competenze professionali che contributi economici
La struttura infatti è stata suddivisa in maniera immaginaria in un grande puzzle e i gruppi o le singole persone hanno la possibilità di acquistare una o più tessere al costo di 25 euro l'una. Un contributo che diventa vera e propria condivisione, un valore aggiunto che rafforza il senso di appartenenza alla comunità: il centro parrocchiale è stato realizzato proprio grazie all'apporto e alla volontà di tutte le persone.

Una struttura al passo coi tempi, quindi, che verrà utilizzata dai gruppi famiglia, per la catechesi, i gruppi giovani e giovanissimi, ma anche per gli incontri informali dei ragazzi
«Il patronato – conclude don Pegoraro - deve diventare un punto di riferimento per i ragazzi. Vorremmo in futuro avviare anche un progetto con un'équipe di educatori professionali che riescano ad agganciare e coinvolgere in particolare i ragazzi che vivono situazioni difficili in casa. Uno dei punti su cui si deve maggiormente lavorare è l'esperienza: bisogna far fare esperienza di gruppo, di comunità, di patronato perché poi i giovani sentano nostalgia del loro centro parrocchiale, delle attività svolte, degli incontri fatti e delle relazioni maturate. La nostalgia e il ricordo di aver vissuto delle belle esperienze in gioventù li porterà poi un domani, da genitori, da adulti, a ritornare in patronato e ad impegnarsi nella comunità, forse non a Taggì ma magari in altre parrocchie. I giovani in ogni caso devono essere protagonisti e il patronato è pensato per loro, perché possano trovare un luogo adatto per loro esigenze».

L'iniziazione cristiana sta cambiando. E le comunità?

Da quando la nostra diocesi ha ripensato a una nuova impostazione del cammino dell’iniziazione cristiana dei bambini e dei ragazzi, si è sempre parlato anche di coinvolgimento della comunità. Di fatto non ci può essere autentica iniziazione cristiana se non se ne fa carico l’intera comunità cristiana.

Pensare che il rinnovamento passi solo attraverso una nuova riorganizzazione e nuovi strumenti sarebbe svilire l’iniziazione cristiana stessa. Un bambino e un ragazzo, ma anche un adulto, diventano cristiani, infatti, dentro a una comunità che li accoglie, che spiega loro come fare per essere veri cristiani, e che soprattutto insieme a loro professa, celebra e testimonia nella carità la fede.

Ed è sempre e solo all’interno della chiesa che si possono ricevere i sacramenti, segni di grazia che inseriscono pienamente in Cristo e nella comunità cristiana. Molti segnali, in questi ultimi anni, dicono che oltre ai catechisti, il cambiamento ha interessato anche altri soggetti educativi. Per primi i genitori, ma poi anche altri operatori pastorali, che attraverso le attività previste dal cammino del discepolato sono stati coinvolti insieme ai catechisti: operatori Caritas, educatori dell’Acr, alcuni capi scout, qualche operatore della liturgia, ma anche diversi membri del consiglio pastorale parrocchiale.

E tuttavia partecipando agli incontri in parrocchia e nei vicariati, anche nell’ultimo periodo, si sente dire che la comunità rimane ancora estranea al cammino di Ic: non si riesce a coinvolgerla, non si rende presente, non partecipa. Forse a queste considerazioni dovremmo aggiungere alcune sostanziali domande: ma qual è la comunità? Chi è la comunità? È la comunità che vive in un territorio? È la comunità dei battezzati? È quella che partecipa all’eucaristia o è quella che viene coinvolta nella vita pastorale?

Ogni cristiano adulto può dare una risposta, meglio se frutto di un discernimento comunitario tra adulti, ma intanto possiamo dire che il fatto stesso che i membri del consiglio pastorale parrocchiale parlino di iniziazione cristiana e si pongano le domande di come e perché poter trasmettere la fede alle nuove generazioni è già un primo coinvolgimento della comunità. Prima di adesso non era mai capitato.

Sicuramente sul coinvolgimento della comunità dovremmo investire ancora di più dando fiducia al tempo perché si tratta di un passaggio epocale, quello in cui, l’intera comunità cristiana che si ritrova a celebrare l’eucaristia, comprende che il compito di iniziare alla fede riguarda tutti i cristiani adulti, senza tuttavia dimenticare che nel cammino specifico di iniziazione cristiana ci possono e ci devono essere adulti che sono più implicati (comunità educante). Credo invece che la domanda più plausibile, che è stata proposta anche negli incontri residenziali dei coordinamenti pastorali vicariali, è quella di come il cammino di iniziazione cristiana sta cambiando la comunità cristiana? E quali sono i criteri per dire se sta cambiando?

A questa domanda possiamo dire che uno dei criteri è la nascita di relazioni. Se attraverso le attività, il coinvolgimento dei vari soggetti implicati, nascono delle belle e autentiche relazioni fraterne, allora vuol dire che la comunità sta cambiando. Se un adulto che torna nella comunità parrocchiale dopo una lunga assenza, trova persone accoglienti, non giudicanti e capaci di non credere per lui ma con lui, allora la comunità sta cambiando. Se un genitore trova spazi ospitanti dove poter raccontare la sua storia ed è aiutato a riconoscerla dentro a una storia più ampia che è quella della salvezza, allora la comunità cristiana sta cambiando. E se, infine, un bambino o un ragazzo viene accompagnato nell’itinerario iniziatico con modalità semplici, leggere, belle e coinvolgenti per conoscere e scegliere Gesù e vede catechisti ed educatori che sanno lavorare insieme con gioia e serenità, allora la comunità sta cambiando e sta testimoniando il vangelo non a parole ma con i fatti.

E se i genitori e i ragazzi non partecipano?

È la domanda che si sente ancora negli incontri dei catechisti e degli accompagnatori dei genitori quando un ragazzo o i genitori non si sono mai fatti vedere agli incontri previsti o si fanno vedere solo in prossimità della celebrazione dei sacramenti.

Cosa fare? Assumere la linea dura che non dà i sacramenti se non a chi ha vissuto tutte le tappe e i riti, o scegliere la linea morbida che ammette ai sacramenti senza nessuna condizione? Il centro della questione è sempre a monte, e deve essere individuato in quella mentalità, presente ancora nella maggior parte dei genitori, secondo cui il catechismo deve essere frequentato solo per ricevere i sacramenti e non anche per diventare cristiano. Di conseguenza alcuni genitori non sono preoccupati delle assenze e agiscono in base al criterio di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, sapendo che Dio... è buono e giustifica!

Su questo versante, a mio parere, è inutile assumere posizioni troppo rigide, ma si deve insistere con tutti i mezzi e atteggiamenti opportuni, affinché anche i genitori compiano un cammino di comprensione sul significato e il senso di iniziazione cristiana. Non possiamo assumere una linea intransigente perché ci si scontra con una mentalità radicata nel mondo adulto, che per essere cambiata chiede tempo e tanta pazienza.

Il comportamento più appropriato sia in primo luogo quello di valutare ogni singolo caso, perché ci possono essere situazioni dovute non solo a ignoranza culturale, ma anche a motivi seri e validi per giustificare la non partecipazione. Su ogni caso, inoltre, deve essere fatta una valutazione congiunta, frutto di un attento discernimento compiuto tra parroco, catechisti e genitori. A volte, opporsi strenuamente e assumere posizioni troppo inflessibili, può dar vita non solo a una totale chiusura alla comprensione della proposta, ma anche a scontri che allontano ulteriormente genitori e figli, i quali alla fine non capirebbero ugualmente il valore del cammino, perché troppo immersi nella mentalità che è sufficiente celebrare il sacramento.

Solo valutando caso per caso si può arrivare a scelte che mettono insieme il rispetto del cammino e delle sue tappe con la richiesta dei genitori dell’ultimo momento, senza penalizzare troppo il bambino che ha diritto, in quanto battezzato, a ricevere i sacramenti che completano l’iniziazione cristiana. In questo sta la capacità di proporre dei cammini differenziati molto più pertinenti con il cammino di fede di ogni singola persona. Un’altra questione è la presenza dei fratelli. Anche su questo aspetto si è avuto modo di ribadire che quando c’è la differenza di un anno i fratelli possono compiere il cammino nello stesso gruppo. Se invece la differenza è maggiore è bene che ognuno segua il gruppo di riferimento della sua età. I genitori, in questo caso, non sono obbligati a partecipare due volte allo stesso cammino in quanto per loro la partecipazione è un’opportunità non obbligatoria, per riprendere in mano la loro fede di adulti nel tempo in cui i figli completano l’iniziazione cristiana. Ai genitori viene data la possibilità di risvegliare la loro fede, di aprirsi alla vita della comunità cristiana, di ricominciare un cammino. Se poi alcuni genitori vogliono ripetere il percorso più volte in base al numero dei figli, sono liberi di farlo. Sarà, caso mai, cura di chi li accompagna coinvolgerli di più, al tal punto da poter chiedere la disponibilità a diventare a loro volta accompagnatori di altri gruppi di genitori.

Giorgio Bezze

 

Giubileo degli Anziani e dei Malati

Lunedì 17 ottobre la FAP Acli, assieme ad altre realtà associative della città e la Pontificia Basilica del Santo, promuove il giubileo degli anziani e dei malati. Dopo un momento di accoglienza si varcherà la Porta Santa per la celebrazione Eucaristica. Seguirà un momento di convivialità.   Per informazioni rivolgersi in segreteria 049/8643790

Festa Provinciale del Volontariato

DOMENICA 25 SETTEMBRE dalle 10 alle 18 : Festa Provinciale del Volontariato. Le Acli saranno presenti in Piazza Capitaniato, anche con una rappresentanza di Circoli Affiliati e di Associazioni Specifiche. Ci saranno laboratori, musica, sport... veniteci a trovare!   In allegato il pieghevole contenente informazioni più dettagliate sulle realtà presenti, sulle varie aree, sul messaggio che sta alla base di questa edizione oltre che su...

FESTONIKA:RAGAZZI IN PIAZZA!

Festonika 2016 giunge alla sua 4 edizione e continua a crescere! Il progetto è promosso dall’Associazione Son.i.k.a. (circolo Acli), in collaborazione con l’Associazione sportiva Dinamika e le cooperative sociali TE.SO.RI., Stile e Tesori dalla Natura.   DOMENICA 9 OTTOBRE A VILLA DEL CONTE DALLE 14.30  Gratuitamente bambini e ragazzi potranno provare i nuovi giochi artigianali, le attrazioni, i laboratori e assistere agli...

Nuovo bando per il servizio civile

E' stato pubblicato il nuovo bando per il servizio civile nazionale, con scadenza 30 giugno 2016.  Le Acli di Padova hanno ottenuto vari posti in diversi progetti. Nell'allegato trovate il dettaglio. Per conoscere tutti i progetti visita il sito www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it mentre è possibile scaricare i formulari e le istruzioni per la partecipazione sul sito www.acliserviziocivile.org   In allegato la sintesi dei progetti di Padova

Nuovo recapito in via del Commissario

Per agevolare i residenti nella zona est di Padova è operativo da alcuni giorni un nuovo recapito per la raccolta ed elaborazione delle dichiarazioni dei redditi in via del Commissario 42, presso le strutture della Fondazione LaCasa.   Il recapito è aperto dalle 10 alle 12 il lunedì, mercoledì e venerdì

Dimissioni online al Patronato

A partire dal 12 marzo 2016 è necessario, in caso di dimissioni volontarie da parte del lavoratore ed in caso di risoluzione consensuale, che le dimissioni vengano inoltrate telematicamente tramite la procedura che il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha predisposto. L’obiettivo della norma è quello di evitare il fenomeno delle c.d. “dimissioni in bianco”, pratica ancora oggi diffusa in Italia, che consiste nel far firmare, al momento...

Nuova Presidenza provinciale

A seguito del congresso celebratosi lo scorso 12 marzo, il nuovo consiglio provinciale ha eletto la presidenza provinciale, che guiderà l'associazione per i prossimi quattro anni. Oltre al confermato presidente uscente Gianni Cremonese che ha guidato l'associazione per gli ultimi due anni, l'organo esecutivo sarà composto da Denis Cagnin, Matteo Altavilla, Maurizio Drezzadore, Marco Galdiolo. A tutti loro un grande augurio di buon lavoro per continuare a far...

Domanda di iscrizione al 5x1000 per associazioni

A partire dal 31 marzo è possibile presentare telematicamente la domanda di iscrizione al beneficio del 5x1000, destinato ad enti del terzo settore. La data ultima per inviare l'iscrizione è fissata per il giorno 9 maggio. Si ricorda infatti che con le legge di stabilità 2015, il governo ha stabilizzato l'istituto del 5x1000, eliminando quindi la necessità di dover continuamente rinnovare le norme che lo prevedevano.   Altre due date da...

Referendum Trivelle: per cosa si vota?

Lunedì 11 aprile alle ore 21 presso il centro parrocchiale Madonna Pellegrina in Padova, l'omonimo circolo Acli promuove un incontro di approfondimento sul tema del referendum per capire assieme le implicazioni del quesito referendario. Saremo aiutati da Matteo Mascia della Fondazione Lanza e da Efrem Tassinato del Wigwam.  

Le Acli a congresso

Oggi le Acli provinciali di Padova celebrano il 25esimo congresso per eleggere i dirigenti che dovranno condurne l'attività per i prossimi 4 anni. E' un passaggio significativo per l'associazione che determina le linee da intraprendere nelle molte aree di intervento delle Acli.  Sarà anche l'occasione per i delegati e i dirigenti di incontrare il Vescovo Claudio che verrà a farci visita. 

Nuovo numero unico di prenotazione

Per poter agevolare le prenotazioni e il lavoro di tutte le sedi della provincia le ACLI hanno istituito un nuovo numero unico di prenotazione 049/601290. In questi giorni stiamo implementando il sistema in tutta la provincia e potrebbero esserci dei disservizi nell'implementazione del centralino unico. Stiamo lavorando per mettere a regime tutto il sistema.   Grazie mille della comprensione.

Apertura Nuova sede di CAMIN

Nel mese di Marzo 2016 sarà apertà una nuova sede ACLI a Padova in via delle Granze 1, proprio nel centro di Camin. La sede va a sostituire il vecchio ufficio di via Lisbona 16.   A breve saranno disponibili gli orari e i servizi erogati, disponibili sulla pagina sedi e recapiti

Re.T.E. Solid.A. in radio con Caritas Italiana

Domenica 11 ottobre Re.T.E. Solid.A. è andata in onda su Radio inBlu all'interno della puntata di "Fatti Prossimi", rubrica gestita da Caritas Italiana. In occasione dell'incontro con le parrocchie organizzato da Caritas Padova in programma per venerdì 16, Re.T.E. Solid.A. presenterà il lavoro fatto in questi anni per promuovere il recupero delle eccedenze per destinarlo a enti benefici. A questo link è possibile ascoltare l'intera...

Festonica 2015 - ragazzi in piazza

Domenica 11 ottobre a Villa del Conte si terrà la terza edizione di Festonika: ragazi in piazza. L'evento, promosso dall'associazione Son.i.k.a. (circolo ACLI) assieme all'associazione sportiva Dinamika e le cooperative sociali Te.so.ri., Stile, e Tesori della natura, si rivolge a tutta la comunità, in particolare ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie, con l'obiettivo di creare un'occasione d'incontro per riscoprire il valore dei giochi artigianali...

Festa provinciale del Volontariato e 70esimo delle Acli

Si avvicina la Festa provinciale del Volontariato che si terrà il 27 settembre 2015 a Padova e anche questa occasione rientra nelle iniziative previste per celebrare il 70esimo delle ACLI, animando Piazza delle Erbe con musica, teatro, varie attività sportive e spazi dedicati a laboratori creativi e giochi per grandi e piccini; durante la giornata saranno allestiti dei punti d’informazione dedicati anche ai nostri servizi per fare conoscere più da vicino le...

Cena per Tutti - A braccia aperte

‘CENA per TUTTI’ è un’iniziativa promossa dal gruppo ‘ A Braccia Aperte’, al quale le Acli di Padova hanno aderito fin dagli esordi. e che si riperterà quest'anno domenica 6 settembre dalle ore 18.00 in piazza delle Erbe a Padova. Giunta ormai all’8° Edizione, rappresenta l’impegno che ogni anno viene rinnovato per parlare di diritti, accoglienza, opportunità, prospettive, comuni obiettivi.   In allegato la...

Fraternità: Cibo come solidarietà sociale

Giovedì 25 giugno, alle ore 20.45 in sala Palladin (Palazzo Moroni, Padova), si terrà l'incontro "Fraternità: Cibo come solidarietà sociale", dove le ACLI presenteranno il loro progetto Re.T.E. Solid.A. per il recupero e il riutilizzo delle eccedenze alimentari e non solo.

Il lavoro in tempi di cambiamento: il lavoro cambia i valori restano.

Le Acli, assieme all'ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro e l'UCID, organizzano una tavola rotonda su una lettura delle modifiche introdotte dal Jobs Act. In un momento di incertezza, tra le difficoltà del lavoro e il susseguirsi di numerose novità, ci sembra importante fermarci un momento per fare chiarezza, andare oltre i luoghi comuni, ed approfondire quella che è l'attuale visione del mondo del lavoro da parte di chi propone le policies, e da chi poi nel...

Seminario residenziale di formazione

Si avvicina il tradizionale momento formativo per i dirigenti delle ACLI e dei circoli, che si terrà ad Asiago dal 23 al 26 luglio. Il seminario affronterà il tema dell'immaginare e innovare alle ACLI, ripercorrendo la lora storia come filo rosso e soffermandosi sulle domande "a cosa servono le ACLI?", "a chi servono le ACLI?"   Saremo accompagnati da: don Marco Cagol, delegato per la pastorale sociale e del lavoro Rocco Savron,...

Una ricetta contro lo spreco: annunciata la scuola vincitrice

Un grandissimo grazie alle tante scuole che hanno partecipato  al concorso "una ricetta contro lo spreco"! Abbiamo raccolto oltre 300 ricette, che vedremo di raccogliere in un libretto disponibile sul nostro sito.   La scuola risultata vincitrice è la scuola primaria "Ganzina" di  Loreggia, che ha lavorato con 13 classi e ha presentato oltre 100 ricette!!! Bravissimi! Una menzione speciale va alla scuola A. De Gasperi di Villa...

L'impegno sociale e politico

Le Acli di Padova, con la Pastorale Sociale e del Lavoro e altre associazioni laicali della Diocesi, promuovono un incontro di approfondimento in vista della imminente tornata elettorale. La parrocchia di Terraglione ospiterà l'evento mercoledì 20 maggio alle ore 21, che partirà dalla partecipazione e l'impegno sociale e politico per approdare al significato del voto del 31 maggio. In allegato il dettaglio dei relatori.

Veglia di preghiera in memoria delle vittime dei viaggi della speranza

Di giorno in giorno si sussguono le notizie di cronaca che narrano di naufragi, dispersi in mare, vite troncate, sfruttamento, speranza... Seppure consapevoli che la questione dei viaggi della speranza sia estremamente complessa e coinvolge una sfera geopolitica di ampia scala, non possiamo rimanere indifferenti a tutte le vite lanciate oltre la distesa del Mediterraneo per cercare una vita migliore, e troppo spesso da esso inghiottite. Con la comunità di Sant'Egidio e...

Concorso "Una ricetta contro lo spreco"

Le Acli di Padova, grazie ai fondi del 5per1000, promuovono un concorso per le scuole della provincia per la raccolta di ricette contro lo spreco. Coinvolgendo le famiglie, i ragazzi dovranno elaborare delle ricette che promuovono il riutilizzo di cibo che troppo spesso finisce nella spazzatura.

Servizio Civile alle Acli

Storicamente in prima linea nella promozione del servizio civile, anche quest’anno le Acli propongono delle esperienze importanti per giovani che vogliano dedicare agli altri 12 mesi, facendo al contempo una esperienza formativa impagabile. I progetti delle Acli di Padova per il servizio civile nazionale approvati dal ministero sono 3:   un volontario potrà fare esperienza con il Centro Turistico Acli nell’ambito del turismo sociale; due posti sono invece...

"Da spreco a risorsa: la rete a sostegno della solidarietà"

PADOVA, MARTEDì 27 GENNAIO 2015 ORE 10.00 presso la sede della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo il convegno “Da spreco a risorsa: la rete a sostegno della solidarietà”   I RISULTATI DEL PROGETTO “RETE SOLIDA” A PADOVA E ROVIGO Esperienze possibili e reali che favoriscono forme di riuso e recupero, contro gli sprechi e all’insegna della solidarietà.     Padova, 23 gennaio 2015 - Recupero...

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