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News "Difesa del Popolo"

Chiesa

L'iniziazione cristiana sta cambiando. E le comunità?

Da quando la nostra diocesi ha ripensato a una nuova impostazione del cammino dell’iniziazione cristiana dei bambini e dei ragazzi, si è sempre parlato anche di coinvolgimento della comunità. Di fatto non ci può essere autentica iniziazione cristiana se non se ne fa carico l’intera comunità cristiana.

Pensare che il rinnovamento passi solo attraverso una nuova riorganizzazione e nuovi strumenti sarebbe svilire l’iniziazione cristiana stessa. Un bambino e un ragazzo, ma anche un adulto, diventano cristiani, infatti, dentro a una comunità che li accoglie, che spiega loro come fare per essere veri cristiani, e che soprattutto insieme a loro professa, celebra e testimonia nella carità la fede.

Ed è sempre e solo all’interno della chiesa che si possono ricevere i sacramenti, segni di grazia che inseriscono pienamente in Cristo e nella comunità cristiana. Molti segnali, in questi ultimi anni, dicono che oltre ai catechisti, il cambiamento ha interessato anche altri soggetti educativi. Per primi i genitori, ma poi anche altri operatori pastorali, che attraverso le attività previste dal cammino del discepolato sono stati coinvolti insieme ai catechisti: operatori Caritas, educatori dell’Acr, alcuni capi scout, qualche operatore della liturgia, ma anche diversi membri del consiglio pastorale parrocchiale.

E tuttavia partecipando agli incontri in parrocchia e nei vicariati, anche nell’ultimo periodo, si sente dire che la comunità rimane ancora estranea al cammino di Ic: non si riesce a coinvolgerla, non si rende presente, non partecipa. Forse a queste considerazioni dovremmo aggiungere alcune sostanziali domande: ma qual è la comunità? Chi è la comunità? È la comunità che vive in un territorio? È la comunità dei battezzati? È quella che partecipa all’eucaristia o è quella che viene coinvolta nella vita pastorale?

Ogni cristiano adulto può dare una risposta, meglio se frutto di un discernimento comunitario tra adulti, ma intanto possiamo dire che il fatto stesso che i membri del consiglio pastorale parrocchiale parlino di iniziazione cristiana e si pongano le domande di come e perché poter trasmettere la fede alle nuove generazioni è già un primo coinvolgimento della comunità. Prima di adesso non era mai capitato.

Sicuramente sul coinvolgimento della comunità dovremmo investire ancora di più dando fiducia al tempo perché si tratta di un passaggio epocale, quello in cui, l’intera comunità cristiana che si ritrova a celebrare l’eucaristia, comprende che il compito di iniziare alla fede riguarda tutti i cristiani adulti, senza tuttavia dimenticare che nel cammino specifico di iniziazione cristiana ci possono e ci devono essere adulti che sono più implicati (comunità educante). Credo invece che la domanda più plausibile, che è stata proposta anche negli incontri residenziali dei coordinamenti pastorali vicariali, è quella di come il cammino di iniziazione cristiana sta cambiando la comunità cristiana? E quali sono i criteri per dire se sta cambiando?

A questa domanda possiamo dire che uno dei criteri è la nascita di relazioni. Se attraverso le attività, il coinvolgimento dei vari soggetti implicati, nascono delle belle e autentiche relazioni fraterne, allora vuol dire che la comunità sta cambiando. Se un adulto che torna nella comunità parrocchiale dopo una lunga assenza, trova persone accoglienti, non giudicanti e capaci di non credere per lui ma con lui, allora la comunità sta cambiando. Se un genitore trova spazi ospitanti dove poter raccontare la sua storia ed è aiutato a riconoscerla dentro a una storia più ampia che è quella della salvezza, allora la comunità cristiana sta cambiando. E se, infine, un bambino o un ragazzo viene accompagnato nell’itinerario iniziatico con modalità semplici, leggere, belle e coinvolgenti per conoscere e scegliere Gesù e vede catechisti ed educatori che sanno lavorare insieme con gioia e serenità, allora la comunità sta cambiando e sta testimoniando il vangelo non a parole ma con i fatti.

E se i genitori e i ragazzi non partecipano?

È la domanda che si sente ancora negli incontri dei catechisti e degli accompagnatori dei genitori quando un ragazzo o i genitori non si sono mai fatti vedere agli incontri previsti o si fanno vedere solo in prossimità della celebrazione dei sacramenti.

Cosa fare? Assumere la linea dura che non dà i sacramenti se non a chi ha vissuto tutte le tappe e i riti, o scegliere la linea morbida che ammette ai sacramenti senza nessuna condizione? Il centro della questione è sempre a monte, e deve essere individuato in quella mentalità, presente ancora nella maggior parte dei genitori, secondo cui il catechismo deve essere frequentato solo per ricevere i sacramenti e non anche per diventare cristiano. Di conseguenza alcuni genitori non sono preoccupati delle assenze e agiscono in base al criterio di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, sapendo che Dio... è buono e giustifica!

Su questo versante, a mio parere, è inutile assumere posizioni troppo rigide, ma si deve insistere con tutti i mezzi e atteggiamenti opportuni, affinché anche i genitori compiano un cammino di comprensione sul significato e il senso di iniziazione cristiana. Non possiamo assumere una linea intransigente perché ci si scontra con una mentalità radicata nel mondo adulto, che per essere cambiata chiede tempo e tanta pazienza.

Il comportamento più appropriato sia in primo luogo quello di valutare ogni singolo caso, perché ci possono essere situazioni dovute non solo a ignoranza culturale, ma anche a motivi seri e validi per giustificare la non partecipazione. Su ogni caso, inoltre, deve essere fatta una valutazione congiunta, frutto di un attento discernimento compiuto tra parroco, catechisti e genitori. A volte, opporsi strenuamente e assumere posizioni troppo inflessibili, può dar vita non solo a una totale chiusura alla comprensione della proposta, ma anche a scontri che allontano ulteriormente genitori e figli, i quali alla fine non capirebbero ugualmente il valore del cammino, perché troppo immersi nella mentalità che è sufficiente celebrare il sacramento.

Solo valutando caso per caso si può arrivare a scelte che mettono insieme il rispetto del cammino e delle sue tappe con la richiesta dei genitori dell’ultimo momento, senza penalizzare troppo il bambino che ha diritto, in quanto battezzato, a ricevere i sacramenti che completano l’iniziazione cristiana. In questo sta la capacità di proporre dei cammini differenziati molto più pertinenti con il cammino di fede di ogni singola persona. Un’altra questione è la presenza dei fratelli. Anche su questo aspetto si è avuto modo di ribadire che quando c’è la differenza di un anno i fratelli possono compiere il cammino nello stesso gruppo. Se invece la differenza è maggiore è bene che ognuno segua il gruppo di riferimento della sua età. I genitori, in questo caso, non sono obbligati a partecipare due volte allo stesso cammino in quanto per loro la partecipazione è un’opportunità non obbligatoria, per riprendere in mano la loro fede di adulti nel tempo in cui i figli completano l’iniziazione cristiana. Ai genitori viene data la possibilità di risvegliare la loro fede, di aprirsi alla vita della comunità cristiana, di ricominciare un cammino. Se poi alcuni genitori vogliono ripetere il percorso più volte in base al numero dei figli, sono liberi di farlo. Sarà, caso mai, cura di chi li accompagna coinvolgerli di più, al tal punto da poter chiedere la disponibilità a diventare a loro volta accompagnatori di altri gruppi di genitori.

Giorgio Bezze

Dieci anni vicario generale, ora di nuovo in parrocchia. Il grazie della diocesi a mons. Paolo Doni

Mons. Paolo Doni, vicario generale della Diocesi di Padova dal 2007, con la fine dell’anno lascerà questo delicato e impegnativo incarico, che aveva generosamente mantenuto in quest’ultimo anno su richiesta del vescovo Claudio, per favorirlo nella fase di ingresso e inserimento.

Nato a Paluello di Stra (Ve) il 14 luglio 1944, Doni è stato ordinato nel 1968 e successivamente ha approfondito gli studi di teologia a Milano e Roma. Dal 1976 è stato insegnante di teologia morale nel seminario Maggiore di Padova e dal 1986 al 2000 vicario episcopale per l’apostolato dei laici, assistente diocesano di Azione cattolica e canonico onorario della Cattedrale.
Contemporaneamente ha ricoperto incarichi in organismi ed enti diocesani (Consiglio presbiterale, Fondazione Lanza, Tribunale ecclesiastico diocesano) e triveneti (Commissione presbiterale regionale, Tribunale ecclesiastico regionale). Nel 1996 è stato anche designato responsabile diocesano per il Giubileo del 2000.

Al termine del Giubileo viene nominato arciprete di Conselve, incarico che mantiene fino al 2007 quando diventa vicario generale della Diocesi di Padova, compito che ha portato avanti finora con generosità, fraternità e servizio.

Con altrettanta disponibilità mons. Paolo Doni, dal prossimo gennaio 2017, proseguirà il suo servizio alla Diocesi come amministratore parrocchiale di Bertipaglia, in seguito alla richiesta di un periodo sabbatico da parte di don Matteo Ragazzo.

«Ringrazio don Paolo anche a nome dell’intero presbiterio e della Diocesi per la testimonianza di vita presbiterale e per la sua dedizione e fedeltà alla Chiesa di Padova», ha sottolineato il vescovo Claudio, annunciando la nuova destinazione di mons. Doni al Consiglio presbiterale.

«Apprezzo particolarmente questo suo essersi rimesso a disposizione per un servizio ordinario in una parrocchia, nella normalità di vita di una comunità: è questo il primo compito di un prete, indipendentemente dai percorsi e dagli incarichi, anche prestigiosi e di responsabilità, che possa aver ricoperto. È una scelta condivisa che ci indica un cammino, a volte inconsueto, ma sicuramente autentico di servizio alla Chiesa».

Caltrano in festa per i 150 anni dalla posa della prima pietra della chiesa

“A durevole memoria del giorno 8 dicembre 1866 in cui benedetta solennemente si posava la prima pietra angolare di questa chiesa”. “Siano grazie perenni all’Altissimo e Provvido che moderando le inclementi stagioni ci animò a compiere questa chiesa ed ad inaugurarla con grande festa il 13 dicembre 1868”.
Esattamente due anni e cinque giorni separano queste iscrizioni presenti sopra le porte laterali della chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta in Caltrano. Considerando i mezzi tecnici disponibili all’epoca, in questo breve lasso di tempo la pietas dei fedeli caltranesi riuscì a compiere un’impresa davvero notevole, alla quale si arrivò dopo la decisione di sostituire la chiesa esistente con una di nuova.

La storia della parrocchia vicentina affonda le sue radici nei primi secoli del cristianesimo e cammina di pari passo con quella della diocesi.
Una storia ricca di cultura religiosa, accumulatasi nei secoli sino a diventare importante patrimonio dell’intera comunità. Quella di cui si celebra il 150° dalla posa della sua prima pietra è una storia per molti aspetti particolare, perché il progetto venne affidato a un ingegnere veneziano, Vincenzo Canella, laureatosi nel 1852 a Padova, ateneo in cui all’epoca la cultura d’oltralpe si riverberava in maniera decisiva sulla formazione degli studenti. Non a caso il progetto elaborato per Caltrano si rifà alla cattedrale tedesca di Dresda.
Uno stile gotico trasferito nell’Alto vicentino con una certa ragione dato che, per secoli, in riva all’Astico ci si era espressi anche in cimbro, linguaggio vetero-germanico, aspetto questo direttamente connesso alla presenza in loco di sacerdoti provenienti dall’area germanica.

Nella decisione di erigere la nuova “fabbrica”, importante si rivelò la determinazione dell’allora arciprete don Angelo Navarini. Altri motivi che indussero alll’“impresa” furono l’aumento della popolazione, all’epoca circa 1.800 abitanti, e le pessime condizioni, anche strutturali, in cui versava l’edificio da sostituire. Dopo la benedizione della prima pietra affidata ll’arciprete Angelo Navarini, su delega vescovile, una volta avviata la costruzione procedette spedita.

Oltre al capomastro Luigi Fortunato di Vicenza e ai suoi muratori, fondamentali si rivelarono le braccia dei tanti fedeli caltranesi, donne e uomini senza molta distinzione di ruoli, impegnati a trasferire in cantiere la sabbia dal vicino Astico così come i sassi utilizzabili nella produzione di calce le cui fornaci erano alimentate da legna provenienti anche dai soprastanti boschi comunali.
In sostanza un’opera corale, sempre mantenuta in efficienza nel corso del tempo dall’indubbia generosità dei caltranesi vicini e lontani. Come nel caso dell’ultimo, imponente, restauro interno concluso una decina d’anni fa. Un restauro definito pubblicamente, e non a caso, da “cattedrale”, nel ricordo di quanto evoca la sua imponente struttura.

Il programma

I festeggiamenti per il 150° di posa della prima pietra, che hanno l’obiettivo di “fare comunità”, cominciano lunedì 5 dicembre: alle 20.30, invito alla lettura della Evangelii Gaudium con don Leopoldo Voltan, vicario per la pastorale.
Mercoledì 7 alle 20, fiaccolata dalla chiesetta di San Giorgio (cimitero) fino alla parrocchiale.
L’8, festa dell’Immacolata, messa alle 8 e alle 10.30; a seguire si terrà il pranzo sociale.
Venerdì 9, dalle 15 alle 17.30, pomeriggio si attività con i ragazzi; alle 20.30, serata storico-culturale dal titolo “La chiesa di Caltrano pieve e matrice nella storia della diocesi di Padova” con Renato Angonese e Giuseppe Vidale.
Sabato 10 alle 20.30, serata di melodie sacre con il coro Phoenix in canto.
Domenica 11, alle 10 è in programma la solenne eucaristia presieduta dal vescovo Claudio Cipolla; a seguire, buffet ed estrazione della lotteria.

Povertà educativa, Ucid e Meic insieme nella riflessione

Se i dati che fotografano la povertà minorile in Italia sono allarmanti, altrettanto preoccupanti sono gli indicatori relativi alla povertà educativa
Secondo l’ultimo rapporto Save The Children - solo per citare alcuni elementi - il 48 per cento dei minori in Italia tra i 6 e i 17 anni non ha letto neanche un libro se non quelli scolastici nell’anno precedente, il 69 non ha visitato un sito archeologico e il 55 un museo, il 46 per cento non ha svolto alcuna attività sportiva.

A questo tema è dedicato il convegno "La povertà culturale nei suoi riflessi nell'ambito educativo", promosso da Meic Padova (Movimento ecclesiale di impegno culturale) e Ucid Padova domenica 11 dicembre dalle ore 9 alle ore 11 presso il centro giovanile Antonianum (Prato della Valle, 56).
Relatori dell’appuntamento sono Rinalda Montani, docente di pedagogia speciale presso la facoltà di scienze dell’educazione dell’università di Padova e referente Unicef di Padova e don Lorenzo Celi, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale dell’educazione e della scuola.

In questi ultimi mesi il tema della povertà educativa - ovvero la “privazione” per un bambino della possibilità di apprendere e di far fiorire i propri talenti - strettamente interconnesso a quello della povertà economica, è oggetto di un’attenzione crescente dopo essere stato a lungo sottovalutato: è delle scorse settimane la pubblicazione dei primi bandi per l’assegnazione di 115 milioni collegati al nuovo “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, nato da un accordo tra fondazioni di origine bancaria e governo. Cinque i milioni assegnati al territorio del Nordest.

L’incontro di domenica 11 dicembre segna anche l’avvio della collaborazione fra Ucid e Meic
«Abbiamo iniziato a ragionare con Ucid su questo tema - spiega Rosetta Frison, coordinatrice del gruppo Meic di Padova - ben prima della pubblicazione dei bandi, proprio perché ci sembrava un'urgenza spesso sottovalutata. Abbiamo deciso di mettere insieme le nostre specificità in un’ottica ecclesiale: il Meic con il proprio contributo di competenze nel campo delle discipline umanistiche e nella formazione spirituale, l’Ucid con la competenza in campo economico e la conoscenza approfondita della dottrina sociale della chiesa. Abbiamo cercato di capire su quali temi potevano incontrarci perché la nostra collaborazione potesse arricchire la riflessione già avviata singolarmente dalle nostre due realtà».

La scelta del luogo che ospita gli incontri di entrambe le associazioni - il centro giovanile Antonianum - non è casuale
«Per il Meic così come per l'Ucid la collaborazione, l’amicizia e il dialogo con i gesuiti sono sempre vivi e rappresentano un motivo di arricchimento».
L’intervento di don Celi sarà occasione per riflettere anche sul ruolo della famiglia e della scuola, agenzie educative che dovrebbero essere alleate e spesso si trovano in conflitto, e a farne le spese sono ancora una volta i bambini.

Secondo il rapporto Save The Children infatti un alunno di 15 anni su 4 non raggiunge le competenze minime in matematica e uno su 5 in lettura: i dati dimostrano poi una forte correlazione fra assenza di stimoli e opportunità offerti dalla famiglia e dal contesto sociale e riuscita scolastica. Sei bambini e ragazzi su 10 i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale.

Nel nostro paese, la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, supera la media europea (14,7 contro 11 per cento), nonostante negli ultimi 10 anni il tasso di dispersione scolastica si sia ridotto.
In Veneto la situazione è decisamente migliore, con un dato che si ferma all’8,4 per cento, ma oltre uno studente su 10 a 15 anni non dimostra le competenze minime in lettura e matematica.

I due bandi pubblicati nei giorni scorsi – nati dal confronto fra governo e mondo del non profit proprio per rispondere a questi dati allarmanti - sono rivolti a realtà del Terzo settore e mondo della scuola.
Il primo bando, destinato alla prima infanzia, ha l’obiettivo di potenziare l’offerta di servizi di cura ed educazione dei minori fino a sei anni, con particolare attenzione ai bambini appartenenti alle famiglie in difficoltà. Le famiglie dovranno essere coinvolte attivamente sia nella fase di progettazione sia in quella di realizzazione delle attività.
Il secondo bando, dedicato all’adolescenza, si prefigge di promuovere il contrasto della dispersione scolastica e la prevenzione del rischio devianza.

Al via il consiglio pastorale unitario dell’Unità pastorale di Piove di Sacco

Un ulteriore e decisivo passo verso una collaborazione più stretta all’interno dell’Unità pastorale di Piove di Sacco.
Domenica 27 novembre, al Duomo di Piove di Sacco, il vicario episcopale per la pastorale don Leopoldo Voltan ha presieduto l’eucarestia durante la quale è stato dato il mandato al nuovo consiglio pastorale unitario delle parrocchie di San Martino, Madonna delle Grazie, Piovega, Sant’Anna e Tognana.
«La nostra – racconta il parroco moderatore don Giorgio De Checchi – non è stata un’unità pastorale “calata dall’alto” o nata per la carenza di sacerdoti, ma è stata una precisa scelta da parte delle comunità parrocchiali che insistono nel territorio di Piove di Sacco».

Il cammino dell’unità pastorale è iniziato tra il 2009 e il 2010 con la missione cittadina.
E da lì non ci si è più fermati: «Prima è nato il coordinamento, poi una pastorale in rete scegliendo insieme alcuni temi che potessero essere utili a tutti, e infine, due anni e mezzo fa, il vescovo Antonio ci ha chiesto di pensare a una vera e propria pastorale cittadina per Piove di Sacco, un territorio omogeneo di 15 mila persone, cercando di capire quale poteva essere il nostro apporto di comunità cristiane».
Nel 2014 la nomina di don Giorgio De Checchi come moderatore pastorale, con la fine del 2015 l’arrivo della parrocchia di Piovega e la nascita di un primo coordinamento tra le presidenze dei vari consigli pastorali. Ed è proprio questo coordinamento – arricchito dalle voci dell’Azione cattolica, degli Scout, della Caritas e dei patronati con i loro rappresentanti – che si trova ora a diventare il consiglio pastorale unitario, in attesa che nella primavera del 2018, con il rinnovo di tutti gli organismi di partecipazione, tutti i fedeli delle parrocchie dell’up votino con piena consapevolezza per la prima volta per il consiglio pastorale unitario. I “vecchi” consigli pastorali parrocchiali continueranno a operare, ma come “coordinamenti parrocchiali”, in stretta collaborazione con l’unità pastorale.

«Lavoriamo insieme non perché ci manchino i preti – confida don Giorgio – ma perché la realtà del nostro territorio di Piove di Sacco chiede una maggiore collaborazione per affrontare questioni che le singole comunità fanno fatica ad abbordare. Una volta si poteva pensare che la parrocchia avesse dentro di sé tutte le risposte, tutte le forme aggregative e tutte le modalità per aiutare i propri cristiani nelle sfide del momento. Oggi pensiamo che, se è certo che la comunità cristiana nasce attorno all’eucaristia, si rafforza nell’accoglienza della Parola e dei sacramenti, uno sguardo più ampio e più intelligente sulla realtà e sulle sfide che essa ci pone sia necessario e possibile solo con una maggior collaborazione tra comunità del territorio».

La sfida del nuovo consiglio pastorale unitario attraverserà tutto il 2017 e arriverà al 2018, con la stesura di uno statuto prima del rinnovo.
Il compito di questo primo consiglio pastorale sarà quella di unire l’originalità e la vita delle singole parrocchie educando nel frattempo i fedeli alla prospettiva di un lavoro comune, specie nel campo della solidarietà, della formazione, della presenza nel tessuto sociale ed economico del Piovese.
«Il ruolo di noi laici – spiega Patrizia Sgaravato, vicepresidente dell’ormai ex consiglio pastorale di Madonna delle Grazie – è fondamentale per una “chiesa in uscita”. Il laico continua a camminare nella società e allo stesso tempo nella vita di fede. Insieme ai sacerdoti, stiamo così portando avanti questo cammino lungo una strada diversa, che trovo positiva».

«Siamo solo all’inizio – confessa in conclusione don Giorgio – non abbiamo ancora deciso tutto, sappiamo di essere ancora in una fase di riflessione. Ci sentiamo un laboratorio aperto, siamo consapevoli che non possiamo aver tutto chiaro fin dall’inizio, ma che “impareremo anche facendo”».

 

Giubileo degli Anziani e dei Malati

Lunedì 17 ottobre la FAP Acli, assieme ad altre realtà associative della città e la Pontificia Basilica del Santo, promuove il giubileo degli anziani e dei malati. Dopo un momento di accoglienza si varcherà la Porta Santa per la celebrazione Eucaristica. Seguirà un momento di convivialità.   Per informazioni rivolgersi in segreteria 049/8643790

Festa Provinciale del Volontariato

DOMENICA 25 SETTEMBRE dalle 10 alle 18 : Festa Provinciale del Volontariato. Le Acli saranno presenti in Piazza Capitaniato, anche con una rappresentanza di Circoli Affiliati e di Associazioni Specifiche. Ci saranno laboratori, musica, sport... veniteci a trovare!   In allegato il pieghevole contenente informazioni più dettagliate sulle realtà presenti, sulle varie aree, sul messaggio che sta alla base di questa edizione oltre che su...

FESTONIKA:RAGAZZI IN PIAZZA!

Festonika 2016 giunge alla sua 4 edizione e continua a crescere! Il progetto è promosso dall’Associazione Son.i.k.a. (circolo Acli), in collaborazione con l’Associazione sportiva Dinamika e le cooperative sociali TE.SO.RI., Stile e Tesori dalla Natura.   DOMENICA 9 OTTOBRE A VILLA DEL CONTE DALLE 14.30  Gratuitamente bambini e ragazzi potranno provare i nuovi giochi artigianali, le attrazioni, i laboratori e assistere agli...

Nuovo bando per il servizio civile

E' stato pubblicato il nuovo bando per il servizio civile nazionale, con scadenza 30 giugno 2016.  Le Acli di Padova hanno ottenuto vari posti in diversi progetti. Nell'allegato trovate il dettaglio. Per conoscere tutti i progetti visita il sito www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it mentre è possibile scaricare i formulari e le istruzioni per la partecipazione sul sito www.acliserviziocivile.org   In allegato la sintesi dei progetti di Padova

Nuovo recapito in via del Commissario

Per agevolare i residenti nella zona est di Padova è operativo da alcuni giorni un nuovo recapito per la raccolta ed elaborazione delle dichiarazioni dei redditi in via del Commissario 42, presso le strutture della Fondazione LaCasa.   Il recapito è aperto dalle 10 alle 12 il lunedì, mercoledì e venerdì

Dimissioni online al Patronato

A partire dal 12 marzo 2016 è necessario, in caso di dimissioni volontarie da parte del lavoratore ed in caso di risoluzione consensuale, che le dimissioni vengano inoltrate telematicamente tramite la procedura che il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha predisposto. L’obiettivo della norma è quello di evitare il fenomeno delle c.d. “dimissioni in bianco”, pratica ancora oggi diffusa in Italia, che consiste nel far firmare, al momento...

Nuova Presidenza provinciale

A seguito del congresso celebratosi lo scorso 12 marzo, il nuovo consiglio provinciale ha eletto la presidenza provinciale, che guiderà l'associazione per i prossimi quattro anni. Oltre al confermato presidente uscente Gianni Cremonese che ha guidato l'associazione per gli ultimi due anni, l'organo esecutivo sarà composto da Denis Cagnin, Matteo Altavilla, Maurizio Drezzadore, Marco Galdiolo. A tutti loro un grande augurio di buon lavoro per continuare a far...

Domanda di iscrizione al 5x1000 per associazioni

A partire dal 31 marzo è possibile presentare telematicamente la domanda di iscrizione al beneficio del 5x1000, destinato ad enti del terzo settore. La data ultima per inviare l'iscrizione è fissata per il giorno 9 maggio. Si ricorda infatti che con le legge di stabilità 2015, il governo ha stabilizzato l'istituto del 5x1000, eliminando quindi la necessità di dover continuamente rinnovare le norme che lo prevedevano.   Altre due date da...

Referendum Trivelle: per cosa si vota?

Lunedì 11 aprile alle ore 21 presso il centro parrocchiale Madonna Pellegrina in Padova, l'omonimo circolo Acli promuove un incontro di approfondimento sul tema del referendum per capire assieme le implicazioni del quesito referendario. Saremo aiutati da Matteo Mascia della Fondazione Lanza e da Efrem Tassinato del Wigwam.  

Le Acli a congresso

Oggi le Acli provinciali di Padova celebrano il 25esimo congresso per eleggere i dirigenti che dovranno condurne l'attività per i prossimi 4 anni. E' un passaggio significativo per l'associazione che determina le linee da intraprendere nelle molte aree di intervento delle Acli.  Sarà anche l'occasione per i delegati e i dirigenti di incontrare il Vescovo Claudio che verrà a farci visita. 

Nuovo numero unico di prenotazione

Per poter agevolare le prenotazioni e il lavoro di tutte le sedi della provincia le ACLI hanno istituito un nuovo numero unico di prenotazione 049/601290. In questi giorni stiamo implementando il sistema in tutta la provincia e potrebbero esserci dei disservizi nell'implementazione del centralino unico. Stiamo lavorando per mettere a regime tutto il sistema.   Grazie mille della comprensione.

Apertura Nuova sede di CAMIN

Nel mese di Marzo 2016 sarà apertà una nuova sede ACLI a Padova in via delle Granze 1, proprio nel centro di Camin. La sede va a sostituire il vecchio ufficio di via Lisbona 16.   A breve saranno disponibili gli orari e i servizi erogati, disponibili sulla pagina sedi e recapiti

Re.T.E. Solid.A. in radio con Caritas Italiana

Domenica 11 ottobre Re.T.E. Solid.A. è andata in onda su Radio inBlu all'interno della puntata di "Fatti Prossimi", rubrica gestita da Caritas Italiana. In occasione dell'incontro con le parrocchie organizzato da Caritas Padova in programma per venerdì 16, Re.T.E. Solid.A. presenterà il lavoro fatto in questi anni per promuovere il recupero delle eccedenze per destinarlo a enti benefici. A questo link è possibile ascoltare l'intera...

Festonica 2015 - ragazzi in piazza

Domenica 11 ottobre a Villa del Conte si terrà la terza edizione di Festonika: ragazi in piazza. L'evento, promosso dall'associazione Son.i.k.a. (circolo ACLI) assieme all'associazione sportiva Dinamika e le cooperative sociali Te.so.ri., Stile, e Tesori della natura, si rivolge a tutta la comunità, in particolare ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie, con l'obiettivo di creare un'occasione d'incontro per riscoprire il valore dei giochi artigianali...

Festa provinciale del Volontariato e 70esimo delle Acli

Si avvicina la Festa provinciale del Volontariato che si terrà il 27 settembre 2015 a Padova e anche questa occasione rientra nelle iniziative previste per celebrare il 70esimo delle ACLI, animando Piazza delle Erbe con musica, teatro, varie attività sportive e spazi dedicati a laboratori creativi e giochi per grandi e piccini; durante la giornata saranno allestiti dei punti d’informazione dedicati anche ai nostri servizi per fare conoscere più da vicino le...

Cena per Tutti - A braccia aperte

‘CENA per TUTTI’ è un’iniziativa promossa dal gruppo ‘ A Braccia Aperte’, al quale le Acli di Padova hanno aderito fin dagli esordi. e che si riperterà quest'anno domenica 6 settembre dalle ore 18.00 in piazza delle Erbe a Padova. Giunta ormai all’8° Edizione, rappresenta l’impegno che ogni anno viene rinnovato per parlare di diritti, accoglienza, opportunità, prospettive, comuni obiettivi.   In allegato la...

Fraternità: Cibo come solidarietà sociale

Giovedì 25 giugno, alle ore 20.45 in sala Palladin (Palazzo Moroni, Padova), si terrà l'incontro "Fraternità: Cibo come solidarietà sociale", dove le ACLI presenteranno il loro progetto Re.T.E. Solid.A. per il recupero e il riutilizzo delle eccedenze alimentari e non solo.

Il lavoro in tempi di cambiamento: il lavoro cambia i valori restano.

Le Acli, assieme all'ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro e l'UCID, organizzano una tavola rotonda su una lettura delle modifiche introdotte dal Jobs Act. In un momento di incertezza, tra le difficoltà del lavoro e il susseguirsi di numerose novità, ci sembra importante fermarci un momento per fare chiarezza, andare oltre i luoghi comuni, ed approfondire quella che è l'attuale visione del mondo del lavoro da parte di chi propone le policies, e da chi poi nel...

Seminario residenziale di formazione

Si avvicina il tradizionale momento formativo per i dirigenti delle ACLI e dei circoli, che si terrà ad Asiago dal 23 al 26 luglio. Il seminario affronterà il tema dell'immaginare e innovare alle ACLI, ripercorrendo la lora storia come filo rosso e soffermandosi sulle domande "a cosa servono le ACLI?", "a chi servono le ACLI?"   Saremo accompagnati da: don Marco Cagol, delegato per la pastorale sociale e del lavoro Rocco Savron,...

Una ricetta contro lo spreco: annunciata la scuola vincitrice

Un grandissimo grazie alle tante scuole che hanno partecipato  al concorso "una ricetta contro lo spreco"! Abbiamo raccolto oltre 300 ricette, che vedremo di raccogliere in un libretto disponibile sul nostro sito.   La scuola risultata vincitrice è la scuola primaria "Ganzina" di  Loreggia, che ha lavorato con 13 classi e ha presentato oltre 100 ricette!!! Bravissimi! Una menzione speciale va alla scuola A. De Gasperi di Villa...

L'impegno sociale e politico

Le Acli di Padova, con la Pastorale Sociale e del Lavoro e altre associazioni laicali della Diocesi, promuovono un incontro di approfondimento in vista della imminente tornata elettorale. La parrocchia di Terraglione ospiterà l'evento mercoledì 20 maggio alle ore 21, che partirà dalla partecipazione e l'impegno sociale e politico per approdare al significato del voto del 31 maggio. In allegato il dettaglio dei relatori.

Veglia di preghiera in memoria delle vittime dei viaggi della speranza

Di giorno in giorno si sussguono le notizie di cronaca che narrano di naufragi, dispersi in mare, vite troncate, sfruttamento, speranza... Seppure consapevoli che la questione dei viaggi della speranza sia estremamente complessa e coinvolge una sfera geopolitica di ampia scala, non possiamo rimanere indifferenti a tutte le vite lanciate oltre la distesa del Mediterraneo per cercare una vita migliore, e troppo spesso da esso inghiottite. Con la comunità di Sant'Egidio e...

Concorso "Una ricetta contro lo spreco"

Le Acli di Padova, grazie ai fondi del 5per1000, promuovono un concorso per le scuole della provincia per la raccolta di ricette contro lo spreco. Coinvolgendo le famiglie, i ragazzi dovranno elaborare delle ricette che promuovono il riutilizzo di cibo che troppo spesso finisce nella spazzatura.

Servizio Civile alle Acli

Storicamente in prima linea nella promozione del servizio civile, anche quest’anno le Acli propongono delle esperienze importanti per giovani che vogliano dedicare agli altri 12 mesi, facendo al contempo una esperienza formativa impagabile. I progetti delle Acli di Padova per il servizio civile nazionale approvati dal ministero sono 3:   un volontario potrà fare esperienza con il Centro Turistico Acli nell’ambito del turismo sociale; due posti sono invece...

"Da spreco a risorsa: la rete a sostegno della solidarietà"

PADOVA, MARTEDì 27 GENNAIO 2015 ORE 10.00 presso la sede della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo il convegno “Da spreco a risorsa: la rete a sostegno della solidarietà”   I RISULTATI DEL PROGETTO “RETE SOLIDA” A PADOVA E ROVIGO Esperienze possibili e reali che favoriscono forme di riuso e recupero, contro gli sprechi e all’insegna della solidarietà.     Padova, 23 gennaio 2015 - Recupero...

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