Partite IVA: alla scoperta del regime forfetario

Aprire una partita IVA o gestire la propria attività autonoma può sembrare un labirinto di tasse e scadenze. Esiste però un’agevolazione pensata proprio per semplificare la vita a piccoli professionisti, artigiani e commercianti: il regime forfetario.

Cos’è e come funziona?

Il regime forfetario è un regime fiscale agevolato: la sua caratteristica principale è che non si pagano le normali tasse, come ad esempio l’IRPEF a scaglioni, ma un’unica imposta sostitutiva (una specie di “flat tax“) molto bassa: il 15%, che scende addirittura al 5% per i primi 5 anni se si tratta di una nuova attività.

A differenza del regime ordinario, non si scaricano le spese reali quali possono essere fatture di acquisto o affitti. Lo Stato assegna a ogni attività una percentuale fissa di spese, chiamata coefficiente di redditività, in base al tipo di lavoro: le tasse si pagheranno solo sulla parte restante del fatturato. In più, c’è un grande vantaggio pratico: non si applica l’IVA sulle fatture.

Chi può accedervi?

Il regime è pensato per le piccole attività. Il requisito fondamentale per entrare e rimanere nel forfetario è non superare gli 85.000 euro di ricavi o compensi nell’anno solare.

Ci sono anche altri limiti minori: ad esempio, le spese per i dipendenti non devono superare i 20.000 euro lordi all’anno e il reddito da eventuale lavoro dipendente in parallelo non deve superare i 35.000 euro.

Le scadenze da ricordare

Per chi si trova in questo regime, i mesi estivi sono i più caldi dal punto di vista fiscale. Le date chiave da segnare sul calendario sono:

  • 30 Giugno: è il termine per il versamento del saldo delle tasse dell’anno precedente e del primo acconto per l’anno in corso.
  • 30 Luglio: con una maggiorazione dello 0,40%.
  • 30 Novembre: è la scadenza per il versamento del secondo acconto delle imposte.

 

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